Report dalla Carinzia

di Walter Scandaluzzi

Dopo aver visto vari servizi sulla pesca all' estero effettuate con varie tecniche meno che alla passata finalmente vengo a sapere che in Austria, ed esattamente nella Carinzia, si può pescare con galleggiante e cosi', dopo aver convinto la consorte, contatto il signor Gargantini che gestisce parte della Drava e mi accordo per un soggiorno breve (lo Stato e l' editore d' altronde mi pagano poco) di 4 giorni e 3 notti presso lo Sport Hotel gestito dalla famiglia in oggetto.

Arrivo cosi' in detto luogo Venerdi' 13 Luglio 2001 dopo aver valicato il confine a Tarvisio, preso la diramazione per la Slovenia a Villach ed essere uscito a St. Jakob; Successivamente proseguo per circa 30 Km. in direzione Ferlach nella valle Rosenthal ed arrivato ad una rotonda con un grosso obelisco proseguo per Loibl Pass e dopo un paio di Km sono all' hotel in località Unterberger. Ad accogliermi Franz, il secondogenito della famiglia e mamma; Adriano e il primogenito erano a pesca in Mongolia. Un Salmone Huco imbalsamato di circa 13-15 Kg campeggiava in una vetrinetta della sala dell'  hotel e Barbus Barbus, Trote, Persici reali ed altro erano nella sala da pranzo anche essi belli imbalsamati direttamente dallo stesso Franz; un diavolo di adolescente che sfreccia con la sua moto per le strade ad accompagnare i pescatori per la riserva e aiuta la madre nella conduzione dell' albergo.

La prima mezza giornata la dedico ad un giretto fra le rilassanti montagne austriache e alla degustazione della birra austriaca. Cena in hotel dove ai fornelli mamma Gargantini cucina veramente bene piatti italiani anche se lei è austriaca.

Sabato sveglia alle 7.30 e partenza per la Rosegg dove mi attende la Drava piccola. Le indicazioni che mi dà un amico di Franz sono esatte ed in mezz' ora sono sul posto dove lo stesso Francesco (tanto per chiamarlo in italiano) , che aveva accompagnato altri pescatori, mi consegna i permessi di pesca e mi indica un buon posto da Barbi. Il posto è una bella lama di acqua profonda 120-130 cm a corrente lenta. L' acqua è quella classica da neve, per niente di buon auspicio. Monto lo stesso un grammo e mezzo dato che avevo visto un posto più a valle che mi ispirava  che richiedeva tale grammatura considerando che non amo continuamente fare montature e poi i Barbi non sono certo sofisticati; solo che detta specie in Austria sono come Mandrake ed a me si trasformano in Alborelle, Gobioni e mini Cavedanelli e cosi' dopo un ' ora decido di provare la correntina che mi ispirava.

 

 

La profondità è poca, sugli 80 cm, ma già alla prima passata sgancio qualcosa di bello. Managgia! Ma alla seconda incanno e porto a riva il mio primo Nasen. Un esemplare non enorme sui 400-500 gr. Un altro ne segue poco dopo, fratello del precedente, più uno sgancio, poi il nulla o  meglio i soliti Barbi trasvestiti da Alborelle. Mi risposto all' inizio di una profonda lama ma nulla anche li'. A metà lama un tizio ha bei Barbus Barbus, non avvezzi alla magia, di cui uno sui 2 Kg. Li' tiene in nassa. A me avevano detto che non si poteva. Facciamo 4 chiacchere e scopro che il permesso non l' aveva fatto da Gargantini. Boh, in fondo non me ne frega niente dato che mi lascia il suo posto ma io sono perseguitato dai pesci maghi.

 Allora recupero la "mugliera" che nel frattempo si era rosolata al sole e andiamo a mettere un boccone sotto i denti. Li' vicino c'è un posto dove una bionda niente male, anche se con già qualche annetto, ci serve, alla nostra richiesta di 4 panini, un tagliere con salumi vari, uova sode, pomodoro e cetriolini con una mini fetta di pane di segale, con tanto di forchetta e coltello. Almeno ha capito che volevamo birra.

Sono già le 15 quando ci alziamo e vedo poco più un là una bella lama. Ci sono già 2 che alloggiano nell' hotel. Uno aveva preso 7 Barbi di cui 3 per le pinne, l' altro niente.

Mi sposto allora più a valle dove dietro a dei massi, in una correntina, allamo 2 Iridee sul mezzo kg e che, specialmente la seconda, mi fanno divertire. Ritorno poi a vedere i 2 italiani e scopro una altra postazione più a valle e provo anch'io un oretta senza risultato. Ritorno in albergo dove i commenti degli altri pescatori (una ventina) sono contrastanti.

 

La domenica la dedico ad un giro turistico della zona. Una manifestazione ciclistica mi impedisce di andare dove ho voglia. Non ci capisco più un cavolo e un gendarme mi minaccia pure di 300 scellini di multa ma riesco lo stesso ad approdare sul lago Whort dove ammiro belle Breme, Gardon dalle rosse pinne, Cavedani con le pinne arancioni ed Alborelle Carenatus che arrivano anche ai 4 etti.

Il lunedi' pago il conto (98.000 al giorno la mezza pensione a testa) e mi indicano la strada per la Drava grossa che raggiungo con qualche difficoltà. Franz ci raggiunge, ci consegna il permesso, mi assicura la pescosità del luogo e ci salutiamo. Bravo ragazzo.

Monto un 5 gr, con finale 0.14 e amo del 16 e pesco dove la corrente riprende la corsa dopo un rigiro, la profondità è sui 250 cm. Infatti siamo sotto una diga e solo una delle paratie emette acqua formando cosi' rigiri dall' altra. Pasturo con delle belle retine dopo aver provato la linea di passata. Sul subito niente ma dopo 45 minuti entra il primo Nasen, sul Kg buono.

Altri ne seguono(in totale 6) dello stesso peso intervallati dalla mia prima Breme: un esemplare vicino ai 1500 gr. Un persico reale discreto abbocca anche lui ai bigattini, qualche sgancio con relative maledizioni. Poi un temporale mi fa intraprendere la via di casa con qualche rimpianto per non aver potuto meglio sfruttare la pescosità della Drava , specie di quella grossa.

Per ulteriori informazioni sui luoghi sopra descritti o per organizzarci un soggiorno visita il sito www.trophyclub.it

 

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