Ritorno in Carinzia
(Walter
il cavedano)

Del come e perché sono ritornato a pescare in Carinzia (regione Austriaca) non stò a raccontarvelo ma, fatto stà, che all’ antivigilia di Pasqua 2003 io ed il mio amico Angelo Ramella partiamo alla volta dello Sport Hotel di proprietà della famiglia Gargantini (potete vedere l’itinerario da seguire nell’ articolo precedente oppure sul sito www.trophyclub.it/ ) dove arriviamo verso le 16 del pomeriggio e subito troviamo Adriano Gargantini (il capostipite) intento ad degustare ottime olive e buon vino del "nostro", portato da un italiano la cui famiglia ha dei vigneti .
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Tutta roba che sarà servita a tavola nelle cene preparate dalle
sapienti mani della moglie Erika ed
anche dal secondogenito Francesco, che frequenta la scuola alberghiera a Monza.
Ma forse è meglio presentare subito il mio amico e accompagnatore: Angelo Ramella. Ha da poco superato la sessantina, vive da sempre nel novarese, finalista 9 volte (6 consecutive-record) del campionato italiano di pesca al colpo ai tempi che furono cioè quelli delle 1000 alborelle in 3 ore. |
Da 4 anni pescava esclusivamente a spinning ed ha vinto un' edizione del Rapalà Trophy (viaggio in Finlandia) ed anche quest’ anno è in finale, ex presidente della sezione FIPSAS di Novara, da dove ha dato le dimissioni, una decina di anni fa, in aperta polemica con la dirigenza centrale. Non certo quindi un quaquaraquà qualunque come il sottoscritto!!!!! Ah, ogni settimana conduce e manda in onda, sul circuito Odeon (VideoNovara-TeleBiella-TeleRitmo), una trasmissione di pesca con bei filmati di diverso genere; passando, con disinvoltura, da gare di diversa specialità a filmati di pesca libera a ripopolamenti. Attualmente è impegnato in una lotta contro l’ inquinamento del Ticino.
| Vi è anche da chiarire che sia io, sia Angelo, non
diciamo che siamo belli ma che, comunque, siamo fisicamente normali senonchè, le
rispettive mogli, ci hanno fato fare un trattamento di bruttezza prima della
partenza ed eccovi come risultavamo!
Al seguito varie canne (ne servono solo da 5 o 6 metri in effetti), mulinelli caricati col 0.18 per la passata (uno 0.16 potrebbe bastare) e con fili vari per lo spinning. Galleggianti di tutte le misure fino a 10 gr. La maggior parte pesca molto pesante partendo dai 5 grammi a salire. Noi, specialmente Angelo, ci siamo limitati arrivando a pescare anche con 1.5 gr. Angelo non ha mai superato i 2. L’ acqua in Drava sale e scende dato che è regolata da dighe; generalmente di 5-10-15 cm alla volta ma un giorno é oscillata anche di 40-50 cm. Conviene quindi montare due canne di diverse grammature. Torpille da 1 grammo e catenella di pallini per Angelo. Io variavo molto tenendomi comunque più sul fondo fino ad arrivare alla torpille secca a 15 cm dall’ amo. Qualcosa si prendeva sempre in ogni caso. Ami del N 16 per entrambi. |
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In Austria NON SI REPERISCONO
bigattini come siamo abituati e quei pochi sono carissimi. Quindi bisogna
portarli dall’ Italia in considerazione di circa 2.5-3 kg per giornata di
pesca in Drava Grande. Si mettono
in contenitori termici (noi avevamo grosse scatole di polistirolo) e vi si mette
pani di ghiaccio o bottiglie piene di acqua congelata. Portarne il doppio per
“ricarica” ogni 12 ore (in loco vi è locale con freezer per conservazione
“cagnotti” e congelamento pani).
Noi ne avevamo portati
17,5 kg
e l’ultimo giorno ci sono anche stati prestati. La pastura la fornisce Adriano
e comunque c’è ne vuole molta …………….direi anzi che è quasi impossibile
far fermare gli enormi branchi di pesce se decidono di spostarsi. Sono talmente
numerosi che bisognerebbe buttare palle di svariati kg ogni
passata!!!!!!!!!!!!!!
I locali pescano quasi esclusivamente a fondo e puntando alle trote iridee. L’ ultimo giorno a causa di una recente immissione ne avremo prese una quindicina circa, di pezzatura media attorno ai 350 gr.
Le aveva immesse l’ austriaco che detiene la riserva in sponda sinistra della Drava al ponte di AnnaBrucke. Il Gargantini gestisce la sponda destra olografica. Non vi è problemi comunque a pescare da qualsiasi parte visto che i due vivono in buona armonia e basta dire dove si vuole pescare. Tutte le acque austriache sono in mano a privati e oltre alla licenza regionale (pochi euro) ci vuole il permesso del proprietario o del gestore. Che ve lo dia gratis, ve lo faccia pagare in contanti o in natura, sono cavoli vostri. Dovete individuare il proprietario dell’acqua dove intendete pescare! Il bracconaggio e l’inquinamento sono reati penali tanto per intenderci .
La pesca si è svolta per 4 gg a monte del ponte citato in ambedue le sponde e un giorno qualche centinaio di metri a valle del posto citato nell’ articolo precedente.
Un altro giorno è stato dedicato allo spinning in un girovagare fra il lago Whorter (in barca per una ora e mezzo), sulla Drava e su un chalck Stream (risorgiva); tutte riserve in mano ad Adriano. L’ultima era ancora chiusa alla pesca; noi non lo sapevamo ed Adriano ci ha perdonato la “marachella”. Qualche tiro a spinning ogni giorno anche in uno stagno di recente acquisione del Gargantini. Trote iridee a go-go in quest’ultimo e un paio di cavedani. Vi erano anche grossi lucci e per questo motivo un giorno abbiamo tenuto in nassa 60-80 kg di Breme (taglia 400-700 gr) che poi sono state portate allo stagno come alimento per i “piccoli” lucci. Due pezzi sui 1200-1300 gr un altro giorno; record Drava “Adrianesca” di Kg 4.100. Tirano bene con colpi di testa ed ogni tanto qualcuna sembra impazzita e fa godere da matti il pescatore.
Nella risorgiva piccole ma bellissime trote fario(20-23 cm) hanno dato soddisfazione ai rotanti e mini-minnow agitati nelle limpidissime acque dove una coppia di cigni faceva merenda. Facciamo per difetto: 12-15 pezzi in due ore.
Ah, nel Whortersee (see = lago) ho preso una Sandra di 1500-1700 gr con un minnow a traina.
L’ acqua della Carinzia è
tutta potabile ed abbiamo visto Adriano bere quella della Drava che come potete
notare dalle foto non è certo un ruscelletto.
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Nassa stracolma di Breme |
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Breme: ultima difesa |
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Maxibarbo Austriaco |
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Maxibarbo bis |
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Cavedanone |
Cavedanone II |
Relativamente alle quantità,di un giorno abbiamo già detto (60-80 Kg. di Breme); quantità approssimata sempre in difetto, direi, visto che il pesce , ad eccezione di quel giorno, è stato subito rilasciato senza pesatura; 25-30 kg nei due precedenti, 70-90 kg (Grande Angelo qua) di Nasen un altro,15-18 kg l’ultimo giorno.
I Nasen erano tutti soggetti dal kg ai due.
La maggioranza erano Breme e Nasen ma abbiamo preso anche qualche grosso Cavedano, due Salmerini Alpinus (non Fontanilus……), due Coregoni, un Temolo, qualche Trota Fario, una quindicina di Iridee, qualche Alborella, un piccolo Barbo. Abbiamo visto prendere grossi Barbi e Cavedani. Abbiamo notizie sicure di cattura un enorme Pigo (sui 3 kg) e di un Hucko Hucko di 60 cm. Una varietà decisamente insolita.
I pesci più grossi presi da noi risulteranno un paio di Cavedani attorno ai 2 kg e parecchi Nasen di circa altrettanto peso . Due bestioni spaccheranno lo 0.12 di Angelo e il mio 12.8. Altre 5-6 “barche” si slameranno assieme ad un numero di pesci almeno uguali a quello preso. La causa è difficile da stabilire.
Una bellissima vacanza di pesca contornata da una atmosfera famigliare in albergo dove i discorsi di Adriano e Angelo, sempre di pesca ovviamente, tenevano banco. Un caso che i due non si fossero mai incontrati, visto che avevano parecchie conoscenze in comune. Adriano è una cosiddetta “pellaccia”; un classico milanese simpaticissimo e dal cuore d’ oro. Pensate che conobbe la bella moglie altoatesina (non austriaca come pensavo) Erika, andando a cercare vermi nel letamaio del padre; stressato lasciò i quadri dirigenziali IBM alla fine degli anni '80. Voleva fare il taxista ma dopo si ricordò di come funzionava la pesca in Austria e cominciò a gestire una riserva, in un lago, fino ad arrivare ai tempi odierni dove gestisce ciò che potete vedere nel sito www.trophyclub.it ,con l’ aiuto dei due figli. E’ stato nella consulta di pesca regionale lombarda e ha fatto numerose mostre con i suoi pesci imbalsamati.
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Altre note e considerazioni: La legge regionale Carinzia prevede che un pescatore debba avere 1 km di riva (2.5 nelle acque pregiate)a sua disposizione. Quindi il gestore di 10 Km può far pescare 10 pescatori. Cavoli loro se poi si raggruppano.La Drava ha numerose dighe dove a monte si formano grossi bacini simili a laghi in cui penso che vi sia un mare di pesce. Basterebbe aver voglia di provare.Cosi’ come si potrebbe provare diversi tipi di pesca oltre alla passata e diversi tipi di esca alternativi al bigattino. |
Si usa già il mais ma ritengo che i Nasen siano adatti alla pesca e alla pasturazione con il pane ed i Cavedani possano abboccare tranquillamente a frutta varia come da noi. Un mondo ancora da esplorare direi .
La valle del fiume è una metà ideale anche per la raccolta di porcini e la famiglia Gargantini ha locali adatti alla essiccazione e a qualsiasi forma di conservazione dei funghi.
Il luogo è circondato da montagne, molto pulito e direi esente da forme di criminalità. Le innumerevoli villette prive di recinzione mi danno questa sensazione.
I prezzi sono ragionevoli ed adatti a chi voglia fare vacanze alternative; Pesca, Montain Bike, raccolta funghi, relax o canoa al lago, andare a cavallo, lunghe passeggiate e magari alla sera fare una puntatina al casinò. Si possono anche portare gli animali da compagnia allo Sport Hotel.
Che cavolo dire di più? IO CI TORNO!!!!!!!!!!!!!! A settembre probabilmente………..l’ora dei barbi!!!!!!!!!!!!
ADRIANO MON AMOUR ASPETTAMI!
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