Il
lago del Turano

Bacino
artificiale realizzato con la costruzione della diga di Posticciola, completata
negli anni 40, che ha sbarrato il corso del Fiume Turano. E' per molti versi
simile al bacino del Salto, oggetto dell'itinerario precedente, posto in una
valle parallela, non lontana, e con il quale è collegato da una conduttura
sotterranea. lunga alcuni chilometri, costruita per scopi idroelettrici.
Il
lago ha una estensione di circa
Si
può sostanzialmente dividere in due ambienti ben definiti:
1.
dall'ingresso
dell'immissario principale (Fiume Turano) sino al paese di Castel di Tora, in
corrispondenza del ponte che, superando la strettoia posta nei pressi del paese
in questione, attraversa il lago;
2.
dal suddetto
ponte sino alla diga.
La
prima zona è stretta e non molto profonda, quasi una continuazione del fiume,
con fondali anche fangosi e buona vegetazione acquatica, la seconda è
costituita da un bacino aperto con rive spesso scoscese e acqua profonda anche a
pochi metri da riva, fondali ghiaiosi ed anche rocciosi.
La
qualità dell'acqua, in tutto il bacino, ha risentito, negli ultimi anni
dell'influenza del nucleo industriale di Carsoli, posto a monte sul fiume
immissario, ma è comunque ancora accettabile. Come per il gemello Lago del
Salto, sono in corso, ad opera della Provincia, lavori per la sistemazione della
rete fognaria dei paesi che si affacciano sul bacino, con la realizzazione dei
relativi depuratori; il completamento di tali lavori non potrà che influire
positivamente sull’ecosistema locale .
Si
può raggiungere:
-
da Carsoli (
omonima uscita autostradale della A 24 Roma - L'Aquila) imboccando la S.P.
Turanense in direzione Rieti, l’inizio del lago ( zona immissario) si incontra
dopo aver percorso circa
-
da Rieti,
percorrendo la S.P. Turanense in direzione di Carsoli, dopo meno di
La
S.P. Turanense (provenendo da Carsoli) lo costeggia in sponda destra
dall’immissario al paese di Castel di Tora ed in sponda sinistra da quest’ultimo
sino alla diga, allontanandosi, in alcuni punti, fra Colle di Tora e la diga
stessa. Le rive opposte a quelle costeggiate dalla strada asfaltata sono quasi
interamente servite da stradine sterrate, i cui accessi sono facilmente
identificabili, da percorrersi comunque con una certa cautela.
Data
la vicinanza dell'autostrada Roma – L’Aquila e la facilità con cui da
questa lo si raggiunge, il lago è meta non solo di moltissimi pescatori ma
anche di gitanti che lo utilizzano per attività tipicamente balneari,
scampagnate varie e pranzi nei numerosi ristoranti della zona.
Nella
bella stagione quindi l'affluenza è molto simile a quella di Rimini a
Ferragosto con problemi, spesso, anche di parcheggio, nelle zone più
accessibili.
E’
comunque molto ben popolato, le sue acque ospitano Cavedani, Carpe, Amur,
Tinche, Persici Trota , Reali e Sole, Alborelle, Scardole, Carassi ( troppi ed
anche nella varietà “rossa”) , Savette, Breme, Anguille nonché qualche
sporadica Trota, proveniente dalle immissioni effettuate sul Fiume Turano che lo
alimenta. In periodi relativamente recenti, così come per il Lago del Salto,
sono stati effettuati ripopolamenti con esemplari di Luccio, per integrare, pare
con buon esito, la scarsa popolazione degli stessi già esistente. Sicuramente
l’esemplare di
La
stagione consigliabile, per tutte le specie, va da Aprile ad Ottobre; per i
Cavedani ed i Lucci ottimi, anzi decisamente migliori, invece, i mesi autunnali
ed invernali.
Nei
fine settimana, occorre comunque sempre fare i conti sia con l'affollamento di
cui sopra che con lo svolgimento di gare e garette, organizzate lungo le rive
dell'invaso, a tutti i livelli di agonismo, da quelle nazionali a quelle
sociali.
Tutta
questa costante presenza “umana” ha influito sul comportamento dei pinnuti
rendendoli estremamente smaliziati e sospettosi, soprattutto i Cavedani sanno
parlare, leggere, scrivere, usare internet.., ecc...
Realizzare
buone catture è pertanto possibile solo applicando tutte le raffinatezze
proprie del nostro hobby, esasperando le stesse al massimo quanto a nailon
sottilissimi e galleggianti inconsistenti e rispettando tutte le regole
dell'accesso tipo "marines" evitando il più possibile di fare rumori
sulla sponda.
Assolutamente
inutile pensare di pescare, nella bella stagione, durante i fine settimana,
oltre le ore 10 - 10,30, orario in cui cominciano ad arrivare in massa i
turisti.
Vengono
utilizzate un po’ tutte le tecniche di pesca con preferenze per:
-
la canna
fissa, la roubasienne e l'inglese per Cavedani e ciprinidi vari,
-
la pesca a
spinning , quella con il vivo (permessa dai regolamenti vigenti) e quella a
striscio ( anche con esche siliconiche) per Persici Trota e Reali.
Molto
praticato il Carp Fishing con tutti gli annessi di pasturazione, appostamenti di
più giorni con stazionamento in tenda (attenzione alle autorizzazioni comunali
per le tende), e quant’altro richiesto da questa tecnica.
Attuata,
soprattutto dai locali, anche la classica pesca a fondo per le numerose anguille
presenti grazie anche a periodiche immissioni di materiale ai vari stadi di
accrescimento.
E’
d’obbligo una buona pasturazione, possibilmente preventiva, ma sicuramente da
attuare almeno durante l'azione di pesca.
Le
esche più utilizzate sono i bigattini , i vermi di terra e letame ed il mais
naturale o insaporito nelle diverse varianti, qualche buona idea
"alternativa" potrebbe dare qualche bella sorpresa.
Per
quanto riguarda , infine i regolamenti vigenti, siamo in Provincia di Rieti e
vale quanto già detto per il Salto, ovvero la necessità, da Gennaio 2000,
oltre che della Licenza di Pesca tipo B dell'apposito tesserino segnacatture
rilasciato dall'Ufficio Pesca della Provincia e valido per tutte le acque
reatine. ( Per le modalità di rilascio vedi la nostra pagina Informazioni Utili
su cui troverete anche il link al sito dell’Ufficio Pesca Provinciale).
Come
per il Salto, ogni pescatore può utilizzare sino a tre canne purché disposte
entro una distanza massima di dieci metri, oppure una bilancia con lato massimo
di mt. 1.50 e rete con maglie non più piccole di mm.10.
Anche
qui vige il divieto di pesca dalla barca, utilizzabile solo per gli spostamenti
( deroghe solo per ultrasessantacinquenni e disabili).
Estratto
degli altri regolamenti, i periodi di divieto e le misure minime, sono riportati
sul tesserino segnacatture di cui sopra.
Riteniamo
comunque che il Lago del Turano, al di là dei problemi di sovraffollamento
stagionale, sia comunque interessante per gli appassionati per l’ottimo
popolamento ittico, diversificato fra numerose specie ed in grado di offrire
divertimento in qualunque stagione. Qualche uscita la vale sicuramente, vediamo
magari di organizzarla nei periodi più “ da pescatori” evitando certamente
la piena estate.
Aggiornato
nel marzo 2005
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